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Alopecia
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imperatrice2

Super Club Quisquilia
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MessaggioInviato: Mer Mag 27, 16:36:39 Rispondi citando

Alopecia: dal greco "alopex" = volpe, termine usato per sottolineare la similitudine con questo animale, che perde il pelo per due volte in un anno.



Eistono due tipi di alopecia, quella telogenica e quella androgenica.

La prima comporta, di solito in tempi brevi, una caduta circoscritta o generalizzata dei capelli, in risposta ad un forte stress fisico o psicologico. Questo tipo di alopecia, che può interessare indifferentemente uomini e donne, è reversibile. Tra le due, rappresenta quindi la forma "benefica".

L'altro tipo di alopecia è detto androgenico, per sottolineare che interessa principalmente, ma non esclusivamente, gli uomini. In questi casi, il termine "perdere i capelli" non è del tutto corretto, poiché i follicoli piliferi, pur subendo un graduale processo di involuzione, che porta i capelli a perdere l'aspetto terminale e ad acquisire i tratti caratteristici del vello (peli molto sottili, morbidi e depigmentati), rimangono numericamente gli stessi. Al contrario di quanto detto per la forma telogenica, l'alopecia androgenica è irreversibile.

Con l'avanzare dell'età, fisiologicamente, i follicoli piliferi presenti sulla fronte e sulle tempie vanno incontro ad un graduale processo di involuzione, con conseguente assottigliamento dei capelli presenti in queste aree. Tale fenomeno è valido sia per gli uomini, che per le donne, dove il problema, seppur meno evidente, si accentua dopo la menopausa.

L'alopecia androgenica può colpire in modo evidente anche le donne in età fertile, quasi sempre a causa di importanti alterazioni ormonali. In molti casi si registra infatti un livello superiore alla norma di ormoni tipicamente maschili, primo fra tutti il diidrotestosterone.

L’eziologia dell’alopecia androgenica non è stata chiarita, anche se alcune cose sembrano ormai certe. E' stato per esempio dimostrato che, affinché si manifesti, è necessaria la presenza di androgeni; per questo motivo un bambino non potrà mai soffrire di alopecia androgenica. Si è inoltre osservato che negli uomini predisposti alla calvizie l’attività della 5-α-reduttasi è maggiore del normale. Lo stesso enzima, che promuove la trasformazione dell'androstenedione in diidrotestosterone, stimola la secrezione delle ghiandole sebacee. Un eccesso di sebo (vedi capelli grassi) tende ad appesantire e a sottrarre vitalità ai capelli, ma non atrofizza direttamente i follicoli. Per questo motivo il termine alopecia seborroica è ormai caduto in disuso.

Sull'eziologia dell'alopecia sono state avanzate numerose ipotesi, vediamone due.

Alcuni ipotizzano che nei follicoli dei soggetti predisposti alla calvizie, vi sia un accumulo di una sostanza con azione inibitrice, che accelera la frequenza dei cicli di crescita. Tale sostanza verrebbe prodotta durante la fase di anagen ed implicherebbe un rapido passaggio dalla fase di crescita a quella di telogen. A causa di questo fenomeno, le dimensioni del follicolo si ridurrebbero ciclo dopo ciclo, rendendo il capello sempre più fragile e sottile.

Una seconda ipotesi presuppone che alla base dell'alopecia vi sia un processo infiammatorio a livello dei bulbi. In risposta a tale fenomeno si formerebbero autoanticorpi, che andrebbero a bloccare l’attività della matrice, cioè di quel gruppo di cellule che, dividendosi, permette la crescita dei capelli. La produzione di questi autoanticorpi sarebbe dettata geneticamente.
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MessaggioInviato: Mer Mag 27, 16:36:39





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